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Ali di farfalla e il suo atelier educativo: uno spazio di crescita relazionale

10 Marzo 2026
Redazione

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Ali di farfalla e il suo atelier educativo: uno spazio di crescita relazionale

di Silvia Picoco, Pedagogista – Conchiglia APS

Il tempo è lento, il respiro condiviso e lo spazio appartiene a tutte e a tutti. Questo accade nella Biblioteca Comunale “Ugo Granafei” di Mesagne, ogni giovedì.

È un luogo curato per il progetto Ali di farfalla, dove ogni donna riprende del tempo per sé, per coltivare la propria crescita. Allo stesso tempo, questo diventa un’occasione per figlie e figli di stare insieme, conoscersi attraverso la presenza reciproca e crescere nella relazione.

Ogni bambina e ogni bambino entra con il proprio modo di stare e di essere, ciascunə con la propria individualità o disabilità. Qui tutto trova posto: gesti, parole, silenzi, tempi e ritmi diversi, che si intrecciano in esperienze condivise. C’è chi sfoglia un libro, chi costruisce, chi osserva, chi semplicemente resta accanto. In questo stare insieme, ciò che ognuno porta diventa parte di un equilibrio che si rinnova di continuo.

Gli spazi sono pensati per educarci ad abitarli tuttə insieme: si modificano e si ricreano per adattarsi ai bisogni e all’intelligenza prevalente di ciascunə. Ogni angolo invita alla curiosità, all’esplorazione, al contatto o all’osservazione. Tutto parte dall’incontro e tutto ritorna alla relazione: una forma viva di apprendimento che passa attraverso la cura, l’ascolto e la presenza.

Al centro, sempre, c’è il libro. La voce che legge ad alta voce raccoglie attorno a sé bambine e bambini, creando un tempo sospeso, dove le parole diventano ponti. La storia unisce, apre, accoglie. In quella condivisione il gruppo si riconosce, e la diversità si trasforma in possibilità di dialogo.

La diversità diventa il punto di forza dell’esplorazione, ed è da questa che nasce l’attività successiva. Ci impegniamo così a generare empatia.

È una prospettiva che rovescia il punto di vista: la diversa individualità non è qualcosa da “includere”, ma una sorgente da cui imparare. È proprio da un altro modo di agire e di abitare il mondo che l’inclusione prende vita, invitandoci a inventare nuovi modi di essere insieme e a creare contesti più accoglienti per tuttə, fino a far dire: “anch’io vorrei disegnare come lei”.

Così le attività diventano territorio di reciprocità, dove ognunə contribuisce a modo suo, e nella differenza si rivela una ricchezza che illumina tutto il resto.

Il nostro atelier educativo, nel progetto Ali di farfalla, è un luogo che cresce nella relazione. Ogni incontro lascia una traccia, ogni gesto è un segno di cura che resta a disposizione di tutte e tutti. È uno spazio che si costruisce giorno dopo giorno, insieme, come una piccola comunità che accoglie, cambia e fiorisce.

Qui la pedagogia non si insegna ma si vive, nella meraviglia e nella delicatezza di ogni incontro.

“La relazione è la nostra tessitura più antica, la prima forma di conoscenza.” — Adrienne Rich