Nel nome del paziente
Prende il via la Rete Oncologica Pugliese
La regione Puglia ha la sua Rete Oncologica ed è la prima fra le regioni del sud Italia. Un traguardo raggiunto con la presa d’atto della composizione dei suoi organi di governance da parte della Giunta regionale avvenuta con delibera di n. 192 del 20/02/2018.
La Rete è stata presentata da Giovanni Gorgoni – Commissario Straordinario dell’AReSS Puglia Agenzia Regionale Strategica per la Salute ed il Sociale – all’insegna di un hashtag, #INSIEME, per sottolineare quanto lo sforzo e l’impegno corale di tutti i soggetti coinvolti abbia permesso di arrivare a questo punto di partenza atteso da circa quindici anni.
La Rete Oncologica Pugliese (ROP) è una svolta ambiziosa il cui obiettivo principale è quello di garantire, attraverso una serie considerevole di cambiamenti e innovazioni, una diagnosi precoce, cure appropriate, migliore presa in carico del paziente e, in definitiva, maggiore (e meritata) fiducia da parte dei cittadini pugliesi in modo che scelgano di curarsi sul loro stesso territorio senza affrontare i viaggi della speranza (attualmente circa 10.000 ogni anno).
Vediamo cosa cambierà per il paziente oncologico con l’attivazione della rete. Ecco i 5 punti cardine di quella che ha tutti gli aspetti di una vera e propria rivoluzione per l’Oncologia pugliese:
1) La nuova organizzazione modello HUB & SPOKE dove l’HUB è il Centro di riferimento ad alta integrazione, alta specialità e alti volumi che sarà centrale nella presa in carico del paziente, mentre SPOKE è il Centro di “ottimale prossimità” per filtro di casistica medio/ bassa, instradamento di alta casistica ed eventuale complemento operativo dell’HUB;
2) Si punta sulla qualità e sui risultati. Quali saranno i centri di riferimento individuati come “Hub”? Solo quelli che hanno dimostrato alte performance, cioè minore incidenza di mortalità e quindi risultati migliori e misurabili;
3) Chiara definizione di compiti e responsabilità. La ROP è composta da una rete di organi con compiti e competenze specifiche: la Consulta Oncologica Regionale (indirizzo strategico e verifica), Unità coordinamento rete (coordinamento e attuazione indirizzo strategico), 4 Dipartimenti integrati oncologici (regia e coordinamento locale);
4) La interdisciplinarietà diventa sistemica. Sul territorio ci sarà il DIPARTIMENTO INTEGRATO ONCOLOGICO con un Gruppo di Patologia Interdisciplinare (GPI) composto da specialista d’organo (medico e chirurgo), oncologo medico, radioterapista oncologo, radiologo, anatomo-patologo, medico nucleare, specialisti del Distretto ed un rappresentante del Distretto stesso. I primi Gruppi Interdisciplinari di Patologia saranno Seno, Polmone, Prostata e Colon Retto.
5) Finalmente l’orientamento! Nasce una nuova struttura operativa – il COrO – finalizzara alla informazione e alla accoglienza dei nuovi pazienti oncologici. Il COrO sarà collocato nell’ambito del Dipartimento Integrato di Oncologia presso i Servizi Oncologici di ogni azienda afferente e presso i Presidi Territoriali di Assistenza con il compito di informare e accogliere ogni nuovo paziente residente nel distretto di competenza che chiede di essere seguito – spontaneamente o su indicazione del Medico di Medicina Generale o altro specialista – da una delle strutture afferenti alla Rete Regionale. Il COrO avrà il compito di assicurare la presa in carico iniziale ed il mantenimento in carico al termine di ogni ciclo terapeutico.
La presentazione pubblica della ROP (in Fiera del Levante giorno 11 maggio) è stata un’occasione importante per ascoltare i numeri dei tumori in Puglia: 21.000 nuovi casi annui, 1.750 al mese, 400 alla settimana, 58 al giorno; 166.000 pugliesi alle prese con la malattia tumorale; polmone e bronchi il tumore di incidenza maggiore per gli uomini, seguito da prostata, vescica e colon retto; mammella, colon retto e tiroide per le donne. Non c’è tempo da perdere e questa prima pietra posta dalla Regione con l’insediamento degli organi di governo della rete rappresenta – come ha anche detto il Presidente Emiliano, una partita tutta da giocare. La sua buona riuscita dipende ora dall’impegno e dalla buona volontà di tutti gli attori coinvolti, in un percorso difficile da attuare proprio perché punta sul sistema e non sulla singola pedina. Diventerà realtà? Il progetto ROP fa ben sperare: appare una formula di alta qualità che già nella sua attuale fisionomia ha saputo guardare a quanto hanno fatto altre Reti Onclogiche italiane funzionanti come quella piemontese, calandole con consapevolezza e un alto grado di innovazione nel territorio pugliese. Una volta tanto, grande è l’attenzione riservata al Paziente, vero e unico destinatario del suo percorso di cura. Questo approccio “patient-oriented” è un requisito che può incidere e fare la differenza, ed è di sicuro il giusto inizio.



