Interviste

Parliamo di rabbia

1 Dicembre 2018
Redazione

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Parliamo di rabbia

Parliamo di rabbia
Intervista a Donatella Loiacono

Dott.ssa Loiacono, ci spiega cos’è la rabbia?
La rabbia è una delle emozioni fondamentali. È del tutto consueta in un momento traumatico quale quello in cui irrompe una malattia nella nostra vita e può essere direzionata verso tutto e tutti: medici, familiari, amici. A volte, si può provare invidia per chi sta bene e sembra non avere preoccupazioni, anche questa è una reazione emotiva comune e non bisogna vergognarsene. La rabbia non è mai giusta o sbagliata: bisogna prenderne atto, comprenderla e gestirla al meglio.

Rabbia e malattia sono sempre un binomio o c’è chi è capace di non arrabbiarsi per ciò che le/gli accade?
Fin dalla diagnosi e per tutto il decorso può essere presente in vari momenti, ma ovviamente insieme alle altre emozioni fondamentali come la tristezza e la paura, alternandosi con momenti di soddisfazione e piccole gioie. Prima o poi, la rabbia monta. Può arrivare in modi diversi, in tempi diversi, ma quando ci si trova a fare i conti con un tumore per molti è quasi inevitabile sentirsi arrabbiati. Arrabbiati con il mondo, con se stessi, con la famiglia e con i curanti. È un sentimento naturale, soprattutto quando ci si sente particolarmente vulnerabili, ed è naturale che in certi momenti prenda il sopravvento. Alcune volte, può trattarsi anche dell’effetto di uno dei farmaci prescritti. Il cancro è una grande interruzione di vita: un’inattesa e indesiderata interruzione per chiunque.

È giusto chiedersi il “perché a me” dinnanzi ad un evento negativo?
Questa è la domanda più frequente nei pazienti oncologici. Ci si interroga sulle motivazioni per cui la malattia ha colpito proprio noi, ed è possibile che questa incertezza si tramuti in rabbia: rabbia nei confronti dei medici, rabbia nei confronti della famiglia o degli amici o dei conoscenti, rabbia verso il destino o rabbia verso Dio per chi è credente. Dunque non è giusto o sbagliato porsi questa domanda, ma è il tentativo di difendersi razionalizzando un evento negativo. In questi casi è importante parlare, sfogarsi e, se necessario, rivolgersi ad uno psicologo

Ha sempre senso la ricerca di un senso rispetto alle cose che ci accadono?
Fa parte dell’essere umano cercare una spiegazione e razionalizzare, salvo poi dover concludere che spesso non ci sono ragioni sufficienti… per alcuni, però, è un passaggio obbligato.

La rabbia può farci bene?
Provare rabbia è normale, e quindi non bisogna soffocarla; meglio imparare a riconoscerla quando la si esprime piuttosto che tenerla dentro di sé . Può essere utile provare a indirizzarla verso qualcosa di positivo, attivo e creativo: scrivere, fare attività fisica, dipingere, lavorare a maglia. Ogni soluzione è buona se permette di convogliare l’energia della rabbia verso un’altra attività. Se si riesce a spiegare a familiari e persone amate che si sta provando rabbia, e si sta cercando un modo per sfogarla, anche loro possono contribuire a ideare una soluzione creativa. Anche la partecipazione alle attività di gruppi di supporto di malati può essere utile. Talvolta i pazienti reagiscono alla diagnosi di un tumore con rinnovato entusiasmo nei confronti della vita e considerano il loro tempo sempre più speciale: si dedicano con maggiore energia ai loro progetti, recuperano rapporti prima trascurati, viaggiano e riscoprono passioni dimenticate.
Dedicare del tempo a quelle cose, persone o gesti che ci rendono felici aiuta a ritrovare la gioia di vivere, anche nella condizione contingente della malattia.
Non esiste un modo giusto o sbagliato di comportarsi, così come non esiste una soluzione applicabile a tutte le condizioni sopra descritte. L’unico vero aiuto può arrivare solo aprendosi agli altri, condividendo i propri stati d’animo e parlandone apertamente con chi ci sembra più adatto allo scopo: un parente, un amico, un medico.

Ognuno deve trovare la sua strada per gestire la rabbia, ma qual è un metodo veloce che possiamo consigliare a tutti quando arrivano i “cinque minuti”?
Ascoltare e capire fino in fondo le motivazioni. Se ci troviamo in un conflitto acceso, allontaniamoci momentaneamente dalla relazione; scarichiamo la tensione con attività fisiche: se si può praticare sport, oppure seguire la squadra del cuore, fare dei lavori manuali, Se ci sentiamo contratti, fare dei massaggi o utilizzare tecniche di rilassamento; usare la rabbia come energia per qualcosa di positivo (per es. abbracciare forte una persona a cui vuoi bene invece di litigare con qualcuno). Se tutto ciò non basta, potrebbe essere utile lavorare sulla rabbia più profonda con l’aiuto di uno psicologo.

Donatella Loiacono è Psicologa-Psicoterapeuta,responsabile del progetto Spazio Vitale 4.0 Sostegno psicologico innovativo finalizzato a sviluppare unacultura della “cura”, rivolto alla persona e non solo alla malattia. Il progetto prevede tra le sue attività, uno sportello di sostegno specialistico in sede e mediante chatistantanea. Sede: Comitato Regionale Puglia – Susan G. Komen Italia – Per info: 3393206206

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