Storie

Federica e la lotta al tumore al pancreas

13 Novembre 2019
Serena Mingolla

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Federica e la lotta al tumore al pancreas

Il 21 novembre è la Giornata Mondiale dedicata alla prevenzione del tumore del pancreas. Tantissime città si tingeranno di viola. Ognuno di noi può fare qualcosa, anche diffondendo la giusta informazione. Noi vi raccontiamo la storia di Federica e della Fondazione Nadia Valsecchi.

Federica, un dottorato di ricerca in Neuroscienze e una bella carriera a New York. Dall’altro capo del mondo, questa ragazza con il sorriso grande e sincero sta provando a cambiare il corso di una delle malattie più pericolose che ci siano, quella che fino a pochi anni fa la gente senza laurea in medicina, non sapeva neppure esistesse: il cancro del pancreas. Come lo sta facendo? Prima di tutto diffondendo una corretta informazione. Sì, perché se parliamo di cuore, stomaco, cervello siamo tutti consapevoli della loro funzione e conosciamo la loro posizione nel nostro corpo, ma se parliamo di questa ghiandola misteriosa dell’apparato digerente che produce ormoni tra cui l’insulina, non sappiamo spiegare bene a cosa serva, dove si trovi e soprattutto, in che condizioni di salute sia. Purtroppo, però, di cancro del pancreas si muore e anche in fretta, soprattutto perché lo si scopre quasi sempre quando è troppo tardi.
Federica questo lo sa bene perché per colpa del “big killer”, nel 2013, ha perso la sua mamma venuta a mancare a 58 anni e in soli 6 mesi. Così Federica Valsecchi è diventata la Presidente della Fondazione Nadia Valsecchi con sede in provincia di Brescia (e raggio d’azione mondiale, aggiungo io!) che ha fondato, proprio in onore e nel nome di sua madre, insieme al suo papà.

Iniziamo a parlare dei numeri del tumore al pancreas. Federica mi spiega che “colpisce quasi 14.000 persone all’anno in Italia; in 1.257 ricevono una diagnosi di tumore al pancreas ogni giorno nel mondo. 557,668 sono i nuovi casi previsti per il 2025 a livello globale. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è del 5-9%, il più basso tra tutti i tipi di tumori. Entro il 2030 il tumore al pancreas sarà la seconda causa di morte per tumori. Nonostante questo solo il 2% dei fondi europei sono destinati alla ricerca scientifica su questa specifica patologia… non si può stare a guardare”.

Per tutte queste ragioni, anche per il tumore al pancreas non poteva mancare la giornata Mondiale. La prima è stata il 13 Novembre 2014. Ed anche grazie a questo movimento internazionale e alla sensibilizzazione che ne è derivata, dal 2015 ad oggi sono nate diverse associazioni italiane che sostengono questa causa, tra le quali: Fondazione Valsecchi, Progetto my Everest, Associazione Oltre la Ricerca, Associazione Voglio il Massimo, Associazione Nastro Viola, Amici del Pancreas e Unipancreas. Ognuna affronta il tema in maniera diversa ma a novembre, parola di Federica, non ci sono divisioni o bandiere, si lavora tutti insieme per organizzare eventi e manifestazioni che vedono coinvolti medici, pazienti, ricercatori, famiglie. Ogni anno in un posto diverso, quest’anno appuntamento a Roma il 21 novembre.

Ma vediamo meglio cosa fanno alla Fondazione Nadia Valsecchi. “Prima di tutto sosteniamo la Ricerca. Nel 2018, abbiamo finanziato 2 borse di ricerca da 20.000 ciascuna che rinnoveremo per 3 anni per il Dr. Pietro Delfino, laboratorio del Dr. Vincenzo Corbo, Università di Verona (Studio di determinanti di metastizzazione nel tumore al pancreas) e per il Dr. Stefano Crippa, Ospedale di San Raffaele di Milano (Studio di marcatori infiammatori e metabolici nelle cisti pancreatiche).

   

Nelle foto: da sinistra, Dott. Pietro Delfino, Dott. Vincenzo Corbo e Dott. Stefano Crippa

“Con l’Ospedale Fondazione Poliambulanza di Brescia – continua Federica – abbiamo invece attivato il Pancreas Energy Program, un programma di assistenza completamente gratuito per i pazienti colpiti da tumore del pancreas studiato per sostenere i pazienti durante la terapia (medica e chirurgica) a mantenere un’adeguata performance fisica, attraverso una alimentazione adeguata e un corretto movimento, elementi indispensabili per poter ricevere i pesanti trattamenti necessari alla cura”. Dall’inizio delle attività, la Fondazione Valsecchi ha erogato fondi per più di 160.000 euro.

In questi anni la Fondazione Nadia Valsecchi ha lavorato con impegno per far conoscere i sintomi e i fattori di rischio della patologia. Il cancro del pancreas non dà segno di sé fino a quando non ha raggiunto dimensioni notevoli o quando ostruisce vasi importanti. Questa caratteristica, insieme alla posizione e alla vicinanza del pancreas con gli altri organi dell’addome, lo rende uno dei tumori più difficili da curare. Spesso la diagnosi avviene dopo un lungo periodo durante il quale il carcinoma pancreatico rimane asintomatico. “Non esiste una diagnosi precoce del tumore al pancreas, molto spesso si scopre per caso mentre si indaga per altre patologie, per cui conoscere i sintomi (mal di schiena, mal di stomaco, colore giallo della pelle e degli occhi, comparsa improvvisa di diabete e perdita improvvisa di peso) ed i fattori di rischio è fondamentale”.

Infine, ed arriviamo alla nota dolente, per curare l’adenocarcinoma o i tumori endocrini del pancreas ci vogliono centri di eccellenza ed è meglio per i pazienti rivolgersi a quei centri che fanno ricerca, che offrono un approccio multidisciplinare al paziente e che ormai possono basarsi su un numero di casi che li rende centri ad alta specializzazione. “In Italia – continua Federica- abbiamo centri di riferimento come Verona e Milano San Raffaele, che sono riconosciuti a livello mondiale. I principali centri per la cura si trovano però al centro-nord, nulla al sud Italia. Per cui i pazienti del sud, anche quando sono molto debilitati a causa della patologia, devono spostarsi per visite e consulti. Questo rimane un grosso problema”. Un grossissimo problema, direi, che ci fa comprendere meglio lo slogan della giornata mondiale “Demand better”: chiediamo di più e chiediamo migliore qualità di cura e di vita per le persone con cancro al pancreas. Grazie Federica!

Per informazioni è possibile contattare la Fondazione Nadia Valsecchi ai contatti presenti sul sito web http://www.fondazionevalsecchi.org/

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